Parliamo di uomini

scritto da SuzieQ il mercoledì, 16 luglio 2008,03:36

Jonathan Rhys MeyersMa sì, questa notte sono andata a caccia per il web in cerca di foto da pubblicare. Qui ci vuole un uomo, e se sono più di uno tanto meglio!

Cominciamo con Jonathan Rhys Meyers...ma chi è? Forse qualcuno di voi avrà avuto modo di guardare in tv la saga de "I Tudor". E' probabile che vi sia capitato di vederla, perchè la fanno il giovedì sera su Canale5 ma poi la replicano per tutta la settimana. E' la storia dei Tudor,di Enrico VIII, di Anna Bolena, ne avrete sentito parlare....Bene, l'attore che interpreta Enrico VIII è il suddetto Meyers, giovane scavezzacollo irlandese dal passato turbolento. Io mi ricordo un Enrico VIII grasso e tronfio, con gli occhi porcini ed inespressivi, avvolto in un assurdo costume dell'epoca che lo faceva sembrare ancora più grasso. E mi chiedevo: sarà pur stato anche il re, ma ci voleva un bello stomaco ad andarci a letto! Questo  giovanotto invece mi ha riconciliato con  la storia dei reali inglesi. Penso che me la vedrò proprio tutta... Il resto ve lo farò vedere domani, altrimenti rischiate l'indigestione.

Gli uomini, croce e delizia

scritto da SuzieQ il martedì, 15 luglio 2008,00:32

Io non c'è l'ho con gli uomini, sia chiaro, però mi capita abbastanza spesso, a causa del mio lavoro, di incappare in soggetti veramente curiosi. Si tratta in genere di pensionati e posso capire quel che si prova quando ci si sente messi da parte.... C'è chi non si perde d'animo e continua a darsi da fare, c'è chi si sente inutile e disorientato e non sa che fare e magari vede la moglie che continua tranquillamente a mandare avanti la casa, mentre lui, che ha sempre lavorato fuori e della conduzione della casa se n'è sempre fregato pensando come molti che la casa si autogestisse da sola, non sa da che parte girarsi. A questo punto abbiamo due opzioni:

opzione n. 1) il marito che decide di continuare a fregarsene, tanto ormai la moglie c'è abituata, e poi è così brava, lasciamo che continui da sola! Attenzione, questa non è devota ammirazione rivolta a WonderWoman, bensì bieco disinteresse nei confronti della povera donna che volteggia dalla cucina alla camera da letto, dal bagno al salotto, dall'ingresso al terrazzo carica di Cillitbang, Mastrilindi, Coccolini e Acchiappacolori. Questa è la categoria di marito pensionato più diffusa e forse per questo più tollerata, anche se a volte viene voglia di gettarlo sotto il treno. Di gran lunga più pericoloso e problematico da gestire è il marito dell'...

opzione n. 2) il marito che decide che è ora di dare una mano alla moglie, povera donna! Come definire asattamente questa tipologia? Lo tsunami casalingo? Il tifone anticalcare? Il tornado  igienizzante? Cmq lo definiate il risultato sarà sempre lo stesso, la moglie, dopo aver trascorso un periodo più o meno lungo tra esaurimenti depressioni e crisi d'identità, finirà in una clinica per la cura del sonno. Innanzi tutto questo è il tipo d'uomo che, quando si dedica ad un tipo di attività, decide di modificarne radicalmente il normale svolgimento, convinto che una ventata di modernità lo renderà meno noioso e alla lunga più gratificante. Ed ecco dunque che di punto in bianco egli assume la direzione del quibus, ordinando alla moglie di "non fare più così ma così", di "metterlo là e non lì", di "vuotare quelli e riempire questi"....salvo poi cambiare idea dopo mezz'ora e ricominciare tutto da capo. La moglie lo asseconda con comprensione, spera si tratti di un momento transitorio di rincoglionimento da astinenza dal lavoro. Ma poi le cose si aggravano, il giardino che era l'orgoglio della donna per la fioritura pressochè ininterrotta di rose, peonie e ortensie, che era l'invidia dei vicini e dei passanti per il romantico salice che si specchiava nel laghetto completo di paperelle, improvvisamente si riempie di orripilanti nanetti, Biancanevi e principi azzurri, fontanelle con putti che fanno pipì, giochi d'acqua che creano eeffetti straordinari. E poichè sappiamo tutti che l'homo italicus è un maniaco dei giochi d'acqua, è chiaro che dopo un pò il prato curatissimo finirà per trasformarsi in un acquitrino pieno di gracidanti ranocchi. Per contro, quando egli rivolgerà la sua perniciosa attenzione alla collezione di piante grasse della moglie, vanto della stessa anche perchè l'intera collezione è stata fotografata ed è finita su "Giardino oggi", la conclusione non può essere che una: le povere succulente saranno costrette ad indossare uno scafandro da palombaro per resistere al diluvio universale che si abbatterà su di loro.

Che conclusione trarre dunque a questo punto? Meglio l'opzione 1 o la 2? Eliminare il consorte prima che possa oggettivamente recare danno? Soluzione decisamente troppo drastica e che può avere sviluppi seccanti. Piuttosto comprategli i vari kit, il piccolo sarto, il piccolo cuoco, il piccolo pasticciere, il piccolo idraulico (consigliato caldamente, chi trova un idraulico trova un tesoro). Così starà occupato e non lo avrete tra i piedi e farà pratica senza fare danni.

Buonanotte....

categoria: uomini, andropausa, disagi vari
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Bando di concorso

scritto da SuzieQ il venerdì, 11 luglio 2008,09:39

Ho deciso di apportare una piccola modifica al regolamento... sono convinta che siete così bravi che mi metterete in imbarazzo per la scelta ed inoltre non voglio offendere nessuno, pubblicherò ogni vs lavoro a turno, diciamo una settimana per ognuno, in modo che tutti possiate godere di un pò di gloria. Per cui oggi tocca a Laura48...grazie Laura, un abbraccio.

Per i reclami rivolgersi al sito www.paraponzi.ponzi.po.it

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BANDO di CONCORSO

scritto da SuzieQ il giovedì, 10 luglio 2008,17:00

Offresi lauto compenso a chi sarà capace di trovare una frase da inserire nello spazio sotto all'avatar (Terminator)

Si prega di astenersi da frasi volgari, complimenti (quelli in pvt, grazie), riferimenti espliciti alla mia mamma e pesanti apprezzamenti.

Il lavoro giudicato più interessante verrà pubblicato.

P.S. Il lauto compenso? Quale compenso più grande dell'essere pubblicati sul mio blog?

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Non siamo mica gli americani....

scritto da SuzieQ il lunedì, 30 giugno 2008,17:40

 Son passati 18 anni dalla strage della scuola Salvemini di Casalecchio (Bologna)

Sembrava un giovedì come tanti quel 6 dicembre del 1990. Nella seconda A dell’istituto tecnico “Gaetano Salvemini” di Casalecchio di Reno, c’era lezione di tedesco.  Come ogni giovedì.  Prima che il caso o il destino, imprevedibile, inimmaginabile, lo rendesse un giorno diverso da tutti gli altri. Un aereo militare in avaria all’improvviso si abbatte sulla scuola. Muoiono 12 ragazze e un ragazzo: Deborah, Laura, Sara, Laura, Tiziana, Antonella, Alessandra, Dario, Elisabetta, Elena, Carmen, Alessandra. 94 studenti rimangono feriti, tra questi 72 riporteranno invalidità permanenti..

Al lutto segue un lungo processo in cui lo Stato si è trovato a scegliere se stare dalla parte dell’aviazione militare o della scuola colpita. E ha scelto l’aviazione, ma è ovvio!

Oggi non ci sono colpevoli o responsabili per quella strage. Non si sa perchè quel dannato aereo volasse così basso, non si sa se ebbe un guasto o il pilota ebbe un malore. Non si sa nulla.

Il 26 gennaio 1998 i giudici della quarta sezione della Cassazione di Roma hanno rigettato i ricorsi e confermato così la sentenza su Casalecchio - tutti assolti, "perché il fatto non costituisce reato"*** - emessa un anno prima dalla Corte d'appello di Bologna. Reati in prescrizione (nel caso di omicidio colposo plurimo) dopo 7 anni e mezzo; dal giugno 1998 il caso è dunque chiuso.

Dopo che la strage venne negata in appello, alcuni ragazzi dell'Associazione studenti ed ex-studenti del Salvemini, scrissero una lettera (alla rivista "Alfazeta") parlando d'una "tredicesima vittima, la gente e gli stessi opinionisti colpiti dalla scarsità di informazioni che i loro stessi colleghi forniscono. Tredicesima vittima è la dignità calpestata dal peso o in nome di una divisa. La tredicesima vittima è chi cade in questa rete e sta al gioco".
Imputati al processo erano il pilota Viviani, il suo comandante Eugenio Brega e l'ufficiale della torre di controllo Roberto Corsini. La loro difesa, su richiesta del ministero della Difesa, venne affidata all'Avvocatura dello Stato. "Scelta che provocò rabbia e sconcerto perché se è vero che l'aereo era un mezzo militare è pur vero che colpì una scuola statale" scrissero gli studenti lamentando che "il ministero della pubblica Istruzione non trovasse nella morte di 12 studenti, avvenuta mentre facevano lezione, una motivazione per chiedere di essere rappresentato da quell'organo al servizio dello Stato che è l'Avvocatura.

E’ stato un piccolo 11 settembre quella strage a Casalecchio. Sono passati 17 anni e la memoria rischia di essere cancellata del tutto. E con essa un pezzo della nostra storia.

*** IL FATTO NON COSTITUISCE REATO?....MA Sì,IN FIN DEI CONTI ERA SOLO UN AEREO MILITARE ITALIANO E SONO MORTI SOLO 12 RAGAZZI, GLI ALTRI SE LA SONO CAVATA, SEPPURE UN Pò ACCIACCATI. vOLETE FORSE PRETENDERE DI ESSERE CONSIDERATI COME LE VITTIME DELL'11 SETTEMBRE? NON SIAMO MICA GLI AMERICANI, NOI.....

6 dicembre 1990, un aereo militare si abbatte sull'Ist. Tecnico "G. Salvemini" di Casalecchio sul Reno...

scritto da SuzieQ il lunedì, 30 giugno 2008,14:50

Cara Sara, dove sei oggi? Quale cielo avvolge i tuoi pensieri, le tue grida gioiose, i tuoi turbamenti? Ti ricordi le corse al mare, i bagni a mezzanotte, pochi per la verità...le discussioni con tua madre e il tuo musetto incupito dal malumore? Che ne è dei tuoi sogni, delle tue speranze, dei tuoi progetti? Che ne è dei tuoi lunghi capelli neri, dei tuoi occhi intelligenti e critici, carboncini neri che brillavano di voglia di vivere? Dimmi, Sara, che hai provato il 6 dicembre 1990 quando ti sei girata ed hai visto l'aereo che ti arrivava addosso? Mi ha detto tua madre che di te era rimasta solo la fibbia della cintura dei jeans....Sara, vorrei tenerti tenerti stretta stretta e cullarti...Vieni Sara, facciamo una corsa in riva al mare.....

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Dedicato....

scritto da SuzieQ il domenica, 29 giugno 2008,04:19

 

"Io ti parlo come un amico o un amante vero, non per amicizia o amore..ma per un limpido incontro di due Io..."

Quale ponte migliore di questo per giungere fino a te? Entrerò in punta di piedi e lascerò la mia attenzione sul tuo cuscino...fanne buon uso.

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dedicato....

scritto da SuzieQ il giovedì, 26 giugno 2008,14:39


Sto rileggendo la tua lettera...Ehi,sei riuscito a spiazzarmi! Sono parole grandi, importanti quelle che hai scritto, possono riempire il cielo, calmare il mare in tempesta, scatenare i fulmini di un temporale estivo. Possono togliere il fiato o ridare la vita...e possono fare piangere un'oca come me che si nasconde dietro la corazza del disincanto e del sarcasmo.
Sono parole che condivido, perchè è così che tu fai sentire me, allo stesso modo, con la stessa intensità, con la stessa sofferenza, con la stessa incoscienza.
Quando tu mi penserai io sarò lì...


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AVVISO AI NAVIGANTI

scritto da SuzieQ il lunedì, 23 giugno 2008,01:46

....sì sì sì, eh sì, penso proprio che cambierò il template...appena ne trovo uno ganzo...

AD MAIORA

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Il marito kasinista

scritto da SuzieQ il sabato, 14 giugno 2008,05:19

   Per motivi di lavoro sono stata a Verona per una settimana e sono stata, ahimè, ospite di una mia cara amica trasferitasi lì da poco, avendo sposato un veronese. Dico ahimè perchè avrei preferito andare in albergo per non essere di peso, ma lei non ha voluto sentire ragioni e così  ho dovuto accettare. All'inizio non era male, anzi il marito faceva di tutto per mettermi a mio agio, ma poi il disordine e il casino che regna in quella casa hanno finito per mettermi l'angoscia. Intendiamoci, non sono certo la principessa sul pisello e casa mia non si presta certamente per la pubblicità della massaia perfetta, tutta Mastrolindo e wcnet, anzi spesso ci vogliono le frecce direzionali per capire la direzione da prendere, ma c'è sempre una certa logica nel disordine....in casa della mia amica invece non si resiste se non si è appena usciti da un corso di sopravvivenza fatto apposta per Rambo.

Va detto ad onor del vero che il merito è tutto del marito, classico esempio di "hurricane husband", ovvero marito Kasinista. Sappiamo benissimo che tutti i mariti sono kasinisti ma questo è l'esemplare più terrificante...deve prendere una camicia? Ebbene, ha un acchiappo così disordinato che infallibilmente ne prende su tre e non è che rimette a posto le due che ha preso per sbaglio, NO! Le lascia tristemente pendere dal cassetto ovviamente aperto. Stessa storia con le scarpe, le tira fuori tutte affinchè la moglie si diverta a rimetterle a posto. Disgraziatamente è anche un patito del fai da tè, per cui vi lascio immaginare il caos di viti, chiodi, tenaglie sparsi sul pavimento. Il fatto è che egli non si rende conto del suo alto potenziale, non capisce che tra il suo comportamento e quello di un nugolo di cavallette esiste solo una piccola differenza a svantaggio delle cavallette.

Ma è in bagno che il nostro confusionary man dà il meglio di sè; tenterò di descriverlo, avendo avuto il privilegio di entrare in bagno dopo di lui. Cominciamo dal tubo del dentifricio sadicamente schiacciato a metà e non dal fondo come vorrebbe la regola. Schiacciato a metà però non rende bene l'esatto stato del tubetto, difatti esso giace riverso sul lavandino, è ritorto e avvitato ed il rivolo di pasta dentifricia che gli esce dal buco dà l'impressione che sia stato appena strozzato. Ovvio che il tappo finisce sempre nel buco del lavandino intasandolo, cosicchè l'acqua ristagna. A questo punto va detto che la mia amica è una collezionista di saponette, collezione iniziata quando aveva 16 anni e della quale và giustamente fiera. Orbene, il nostro Attila non usa la normale Dove o Spuma di Sciampagna....no, va a cercare nella collezione la saponetta più costosa che riesce a trovare e dopo averla usata non la depone nel portasapone, la lascia scivolare nel lavandino pieno d'acqua affinchè possa liquefarsi.... Il primo giorno mi sono chiesta perchè, aprendo la porta del bagno, mi pareva di essere a Venezia con l'acqua alta....poi l'ho capito, per fare il bagno riempiva talmente la vasca che quando s'immergeva otteneva automaticamente le cascate Victoria che allagavano tutto il pavimento! Il bello è che per tentare di asciugare il pavimento non usava certo il mocio Vileda, bensì tutti gli asciugamani che riusciva a reperire nella stanza, salvo poi strofinarsi con foga con l'accappatoio della moglie, dato che il suo era inzuppato d'acqua...

Manca il tocco finale, la firma al quadro apocalittico, manca il borotalco! Due spiumettate proforma sotto le ascelle ed ecco che il nostro depone il piumino nella scatola posta in bilico sul bordo del lavandino. E la scatola, zac! finisce sul pavimento! Non occorre che aggiunga altro, vero? 

categoria: kasino, mariti kasinisti
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