Son passati 18 anni dalla strage della scuola Salvemini di Casalecchio (Bologna)
Sembrava un giovedì come tanti quel 6 dicembre del 1990. Nella seconda A dell’istituto tecnico “Gaetano Salvemini” di Casalecchio di Reno, c’era lezione di tedesco. Come ogni giovedì. Prima che il caso o il destino, imprevedibile, inimmaginabile, lo rendesse un giorno diverso da tutti gli altri. Un aereo militare in avaria all’improvviso si abbatte sulla scuola. Muoiono 12 ragazze e un ragazzo: Deborah, Laura, Sara, Laura, Tiziana, Antonella, Alessandra, Dario, Elisabetta, Elena, Carmen, Alessandra. 94 studenti rimangono feriti, tra questi 72 riporteranno invalidità permanenti..
Al lutto segue un lungo processo in cui lo Stato si è trovato a scegliere se stare dalla parte dell’aviazione militare o della scuola colpita. E ha scelto l’aviazione, ma è ovvio!
Oggi non ci sono colpevoli o responsabili per quella strage. Non si sa perchè quel dannato aereo volasse così basso, non si sa se ebbe un guasto o il pilota ebbe un malore. Non si sa nulla.
Il 26 gennaio 1998 i giudici della quarta sezione della Cassazione di Roma hanno rigettato i ricorsi e confermato così la sentenza su Casalecchio - tutti assolti, "perché il fatto non costituisce reato"*** - emessa un anno prima dalla Corte d'appello di Bologna. Reati in prescrizione (nel caso di omicidio colposo plurimo) dopo 7 anni e mezzo; dal giugno 1998 il caso è dunque chiuso.
Dopo che la strage venne negata in appello, alcuni ragazzi dell'Associazione studenti ed ex-studenti del Salvemini, scrissero una lettera (alla rivista "Alfazeta") parlando d'una "tredicesima vittima, la gente e gli stessi opinionisti colpiti dalla scarsità di informazioni che i loro stessi colleghi forniscono. Tredicesima vittima è la dignità calpestata dal peso o in nome di una divisa. La tredicesima vittima è chi cade in questa rete e sta al gioco".
Imputati al processo erano il pilota Viviani, il suo comandante Eugenio Brega e l'ufficiale della torre di controllo Roberto Corsini. La loro difesa, su richiesta del ministero della Difesa, venne affidata all'Avvocatura dello Stato. "Scelta che provocò rabbia e sconcerto perché se è vero che l'aereo era un mezzo militare è pur vero che colpì una scuola statale" scrissero gli studenti lamentando che "il ministero della pubblica Istruzione non trovasse nella morte di 12 studenti, avvenuta mentre facevano lezione, una motivazione per chiedere di essere rappresentato da quell'organo al servizio dello Stato che è l'Avvocatura.
E’ stato un piccolo 11 settembre quella strage a Casalecchio. Sono passati 17 anni e la memoria rischia di essere cancellata del tutto. E con essa un pezzo della nostra storia.
*** IL FATTO NON COSTITUISCE REATO?....MA Sì,IN FIN DEI CONTI ERA SOLO UN AEREO MILITARE ITALIANO E SONO MORTI SOLO 12 RAGAZZI, GLI ALTRI SE LA SONO CAVATA, SEPPURE UN Pò ACCIACCATI. vOLETE FORSE PRETENDERE DI ESSERE CONSIDERATI COME LE VITTIME DELL'11 SETTEMBRE? NON SIAMO MICA GLI AMERICANI, NOI.....